martedì 14 maggio 2013

nanodischi #5: aprile 2013


sì sì lo so, sono in ritardo, ma son stato senza pc per due settimane perché l'ho preso a pugni. ecco a voi il riassunto del mio aprile.


nevermore - dreaming neon black (1999)

i nevermore, insieme ai grip inc., erano l'incarnazione suprema del metallo post-2000. più metal di loro nessuno.
questo disco unisce al suono pesanterrimo del gruppo di seattle (uno dei palm muting più devastanti di sempre) un concept disperato interpretato da warrel dane come mai più gli riuscirà. melodie storte su ritmiche tritaossa, momenti di psichedelia metallica e tante mazzate.

grip inc. - nemesis (1997)

i grip inc., insieme ai nevermore, erano l'incarnazione suprema del metallo post-2000. più metal di loro nessuno.
la chitarra di waldemar sorychta (attento e intelligentissimo produttore) macina riff su riff senza mai andare a vuoto, col suo "vago" retrogusto slayer sempre in agguato ma gli eroi del disco sono gus chambers e la sua voce che è violenza pura e dave lombardo che col suo groove inconfondibile traina tutto il gruppo con un suono che è pura goduria.

litfiba - trilogia 1983-1989

per chi si fosse perso i concerti all'alcatraz (compreso me, stronzo), ecco arrivare un bel doppio live con la scaletta completa di quando i litfiba, riuniti ad antonio aiazzi e gianni maroccolo, hanno ricordato i bei tempi andati fermandosi all'89. le canzoni le conoscete e se non le conoscete conoscetele (su rieduchescional chiannèl), il live è molto bello, peccato che abbiano sostituito un grandissimo batterista (morto) come ringo de palma con un cane (un ex batterista degli atroci dal suono terribile e totalmente privo di groove).

red hot chili peppers - blood sugar sex magick (1991)

sempre bello tornare ai 14 anni. solo che adesso ti accorgi del mix incredibile dell'album, dei suoni pazzeschi di batteria e capisci un po' di più di quello che fa il basso. il risultato, alla fine, è lo stesso di quando avevi 14 anni: ascolteresti blood sugar da mattina a sera.

wolfmother(2006)

a volte ci vuole un po' di revival fine a sé stesso e, per quelle volte, il mondo ci ha regalato i wolfmother. led zeppelin e black sabbath su tutti ma anche mc5, grand funk, stooges, who e tutte quelle altre "ovvietà" che vi potete aspettare, confezionate con un suono potente e sporco "finto vintage" pronto per essere ficcato nell'autoradio e non uscirne più fino alla fine dell'estate.

spock's beard - brief nocturnes and dreamless sleep

gli spock's beard ho smesso di seguirli dopo snow. con quel disco han dato tutto, neal morse ha dato anche il cervello (a gesùbambino). gli eventi seguenti mi hanno allontanato dalla band che oggi ritrovo orfana anche del batterista (fantastico) nick d'virgilio. e allora, per curiosità ascolto il disco. e il disco ascolta me. e un po' ci facciamo felici a vicenda. suono progghissimo, pezzi ispirati, ottima scrittura (ogni tanto torna anche neal morse). niente di nuovo, però che bel disco.

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