lunedì 22 agosto 2011

burmese, "lun yurn" - gigan, "quasi-hallucinogenic sonic landscapes"



la volete una cariolata di legnate sui denti?
avete voglia di farvi prendere a calci sulle rotule?
vi va una palla da demolizioni nello stomaco?
se la risposta è sì, continuate a leggere, perché vi sto dando una scelta.
da una parte "lun yurn" dei burmese, quintetto di san francisco composto da due batterie, due bassi e "voce", dall'altra "quasi-hallucinogenic sonic landscapes" dei floridiani gigan, capitanati dall'ex-hate eternal eric hersemann.

la scelta che vi si pone è la seguente: cosa volete di contorno con la suddetta caterva di mazzate?

da una parte, con i burmese, abbiamo 75 (SETTANTACINQUE!) minuti di ultragrindhyperschifocore, roba da far vergognare la maggiorparte della scena da quanto schifo trasuda. avete presente una colata di diarrea su un banchetto nuziale? un cadavere che si è decomposto per giorni nel vostro letto? un'epidemia incrociata di lebbra e scorbuto in un asilo nido? ecco, circa questo è il livello di schifo a cui arriva "lun yurn". i due bassi non fanno che incastrare dissonanze per ripartire a sferragliare all'impazzata sostenuti dalle due batterie impazzite mentre la voce si limita a sbraitare e vomitare con una grazia che quasi ricorda i jesus lizard. il suono è impastato, crudo, sparato in faccia con una ferocia inarrestabile per le prime dodici (più o meno) brevi tracce del disco. poi arriva la tredicesima. avete presente i deliri di john zorn e compagnia "bella" in "naked city"? ecco, senza sassofono restano due bassi che fanno... casino, due batterie che... picchiano più o meno aleatoriamente e la voce che... beh, ve l'ho già detto. il tutto completamente a cazzo di cane. il tutto per QUARANTACINQUE FOTTUTI MINUTI. senza sosta alcuna, senza mai prendere fiato. quando e se arriverete alla fine, del vostro cervello sarà rimasto giusto quel neurone solitario che vi permette di guardare il tg4 a vita e basta. provare per credere.

mentre di là invece tutt'altro discorso. coi gigan il cervello vi colerà dalle orecchie più o meno da metà del primo pezzo, "mountains perched like beasts awaiting the attack" (titoli geniali per tutto il disco, i burmese invece hanno i titoli... in burmese, suppongo.). perché? perché quello che vi troverete di fronte sarà un attacco frontale di death metal che se vogliamo possiamo chiamare "tecnico" ma sarebbe senza dubbio un eufemismo. dire invece che vi fotterà il cervello e lo renderà della consistenza dello yogurt e di un non meglio specificato "colore tra la morte e simona ventura" potrebbe essere più azzeccato.
anche qui suoni crudi e molto realistici rendono l'esperienza ancora più pesante, lasciando che l'ascoltatore si trascini tra le mitragliate di batteria a velocità che lasciamo perdere e muri di chitarre che in più occasioni riportano alla mente proprio gli hate eternal, anche se eric rutan non ha mai toccato tali vette di mindfuck.

in entrambo i dischi si possono trovare rimandi, dai today is the day ai regurgitate ai nasum per i primi, hate eternal, morbid angel e cryptopsy per i secondi ma un discorso che vuol dire poco: quello che vi sto dicendo è: avete una giornata di merda? l'unico vostro desiderio è di vedere l'intera umanità bruciare e contorcersi in laghi di sangue e vomito? oh yeah, eccovi serviti con la soluzione. fateveli tutti e due di fila e non avrete mai più bisogno di sentimenti, sarete un tutt'uno con lo schifo. :)

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