venerdì 18 maggio 2012

metallica, european black album tour, stadio friuli, udine, 13-05-12




ci sono cose che per concetto non si possono perdere. i metallica che fanno tutto il black album (al contrario) dal vivo è una di quelle cose.
così, baldi e giovini, ci si reca in quel di udine per assistere all'evento nello stadio di casa, con relative 4 ore di trasferta.
ne è valsa la pena? sì. cazzo sì.

l'ingresso non è dei migliori: sul palco c'è un gruppo con un suono pessimo e un cantante osceno che suona lo stesso riff per 40 minuti. poi a un certo punto realizzo che sono i machine head. cristo che schifo i machine head.

alle nove (e qualcosa, non siamo pignoli) si spengono le luci e "it's a long way to the top" degli acdc inizia l'intro dell'intro. si prosegue con "the ecstasy of gold", l'effettiva intro storica, che deflagra in breve tempo in "hit the lights". il suono c'è, la forma pure, lo spettacolo manco a parlarne: il palco è quello del tour originale, con il mitico pit a diamante sotto il palco e le lunghissime ali laterali che danno modo al gruppo di muoversi continuamente sull'enorme superficie.

la prima parte dello show sbriga le formalità: master of puppets, for whom the bell tolls e fuel, affiancate dalla pessima scelta di hell and back, outtake di death magnetic contenuta sul poco utile ep "beyond magnetic". hetfield rivela una forma vocale che non lo lascerà per tutto lo show, hammett fa le solite cappelle qua e là ma funziona, trujillo è la scimmia più groovosa di sempre mentre ulrich... beh, è ulrich. suonare bene è un'altra cosa ma lui è il batterista dei metallica e i metallica senza ulrich sono una blasfemia che mi fa tremare nel profondo.

poi arriva il momento: un corto documentario introduce bene la seconda parte dello show, in cui i quattro ci ricordano quanto è fico il black album (anche al contrario). quello che si apre con enter sandman, no? no. stasera si apre con the struggle within. perché per tutto il tour loro suonano effettivamente il black album ma al contrario. il perché è stato evidente quando lo show prima dei bis si è concluso con sad but true ed enter sandman. in mezzo è stato bellissimo: vedere the god that failed, of wolf and man e through the never dal vivo non si dimentica in poco tempo. come non è facile dimenticarsi di una unforgiven cantata benissimo da james che sul palco sembra un ragazzino di 50 anni (le rughe le ha, però ha anche il giubbino di jeans smanicato pieno di toppe metallare anni 80).

in chiusura il gruppo risale per due bis: battery come al solito viaggia ben più veloce dell'originale e come al solito prova duramente il "povero" lars, il quale riesce a dare il peggio di sé con una prestazione pietosa sulla seguente one, che però beneficia di un laser show bellissimo oltre che della lunga intro a fiamme, esplosioni e fuochi d'artificio.
conclude il concerto l'ovvia seek and destroy che risucchia le ultime energie rimaste al pubblico (più sloveno che italiano, mi si fa notare. essendo in italia, anche questo è al contrario).

sarà banale dirlo ma i metallica dal vivo sono una garanzia: la tecnica non sarà sempre eccelsa ma il divertimento non manca mai e il volume nemmeno.
e così ci si avvia al lungo ritorno. perché all'andata abbiamo fatto una strada, ora dobbiamo rifarla.
al contrario.

setlist:

hit the lights
master of puppets
fuel
for whom the bell tolls
hell and back

black album (al contrario):
the struggle within
my friend of misery
the god that failed
of wolf and man
nothing else matters
through the never
don't tread on me
wherever i may roam
the unforgiven
holier than thou
sad but true
enter sandman

encore:
battery
one
seek and destroy

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