venerdì 22 luglio 2011

queensryche, "here in the now frontier"




non è un mistero che chris degarmo fosse un fan degli alice in chains. lo dimostra anche la sua partecipazione al disco solista di jerry cantrell "degradation trip" e conseguente partecipazione al tour. inoltre alcune voci qualche anno fa affermavano che il chitarraio fosse interessato a formare una nuova band che avrebbe incluso due ex chains in formazione, nel caso mike inez e sean kinney (rispettivamente basso e batteria). tutta questa intro perché? beh, chi conosce il disco di cui mi accingo a parlare ha già capito sicuramente, per tutti gli altri: questo disco sono i queensryche che rielaborano a modo loro il verbo grunge della parte più sanguigna e degli alice in chains in particolare (spruzzatine di pearl jam in giro per i pezzi).

punto uno: si sono sputtanati seguendo la moda
risposta uno: sei un cretino se pensi che nel '97 andasse il grunge e dovresti un attimo rivedere la tua linea temporale.
punto due: manca il suono Queensryche
risposta due: stai ascoltando il disco sbagliato. la grandiosità di questo disco sta proprio nel suonare Queensryche-nonQueensryche, nel fatto che la band non ha avuto paura per l'ennesima volta di fare quello che le pareva. ricorda che è anche colpa degli stronzi come te che chris se n'è andato.
punto tre: Geoff sottotono
risposta tre: beh allora canta le varie "saved" o "SpOOl" o "some people fly" come lui. un uomo che ha cantato solo heavy metal per quindici anni ed all'improvviso si reinventa cantante rock moderno con tanto di inflessioni vocali a là staley (ehm...forse con un briciolo di tecnica in più, senza offesa).

cosa resta da dire? che questo disco è diverso da qualsiasi cosa fatta dai 'ryche. forse per concetto il disco più vicino è il seguente (splendido) "q2k" anche se ha un'atmosfera completamente diversa. qui parliamo di un disco rock, con poco o nulla a che vedere col metal, che si può tranquillamente ascoltare in macchina sfrecciando in autostrada. non esattamente uguale al precedente "Promised Land"... di fatto i pezzi contenuti in questo dischetto sono per la maggiorparte strepitosi, basti pensare alla grintosa apertura con "sign of the times", ai cori di "cuckoo's nest", le splendide linee melodiche tracciate da geoff nella semiballad "some people fly" (uno dei top del disco), il feeling di "saved" o il killer groove di "reach". abbiamo poi una sorpresa con "all i want", cadenzato rock d'autore cantato da mr.degarmo in persona, un brano carinissimo e trascinante, non certo il capolavoro del secolo ma ben fatto. prima del capolavoro segnalo anche la rabbiosa "hit the black", resa magistralmente anche sul live del 2001 "live evolution". in tutto questo non dimentichiamo l'apporto fondamentale del resto del gruppo, con uno scott rockenfield preciso e potente nell scandire groove presi di forza dal rock dei '90, eddie jackson sempre sotto a far pulsare la ritmica con le sue idee fantasiose (notare le linee di "you" o "sign of the times") e la coppia wilton/degarmo a scambiarsi assoli dal feeling sublime prima di esplodere in fragorose ritmiche così squisitamente seattle-sound... senza dimenticare l'incredibile lavoro di armonizzazioni vocali compiuto lungo tutto il disco da degarmo e jackson, veramente incredibile come riesca a dare un ulteriore quid in più ad ogni composizione.
e poi il capolavoro. come al solito i 'ryche non ne vogliono sapere di andarsene senza il loro classico colpo di coda (basti pensare a "roads to madness", "eyes of a stranger", "someone else?" o "anybody listening") (spè ho dimenticato "the right side of my mMind" e "i will remember"). in questo caso Tate & friends infilano una "spOOl" che vola dritta dritta tra i capolavori sempiterni scritti dalla compagine di seattle coi suoi continui crescendo e diminuendo, un geoff teatrale ed espressivo a livelli da record ed una momentaneamente ritrovata inquietudine che aumenta i brividi sulla schiena di secondo in secondo.

in conclusione che dire? non è il capolavoro dei queensryche, è solo uno dei loro dischi della madonna, ovvero per la media dei comuni mortali un capolavoro. sono di parte? il triryche che porto appeso al collo dice di no, sta a voi decidere se credergli o meno.

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